Le nostre varietà di Grano 

grano monococco

Grano Monococco

Il monococco è il primo frumento in assoluto ad essere stato coltivato e utilizzato dall’uomo (oltre 10.000 anni fa). È una specie tipicamente mediterranea, in passato molto presente anche in Italia e che, per migliaia di anni, ha costituito la base della dieta delle popolazioni agricole. Il monococco, per incroci spontanei con altre specie di Triticum, ha dato origine a gran parte dei frumenti oggi conosciuti (dicocco, frumento duro, frumento tenero e altri). Per la sua produttività inferiore ad altri cereali, la coltivazione del monococco è stata abbandonato da secoli. Solo oggi, la riscoperta delle sue straordinarie proprietà nutritive ha spinto alcuni piccoli produttori in zone limitatissime dell’Italia a riprenderne la coltivazione, per trasformarlo direttamente in prodotti di altissima qualità.

Quali sono le proprietà del monococco?

 

Le proprietà del monococco a confronto con  varietà comune di frumento tenero:

  • Un contenuto di proteine superiore;
  • Un più elevato contenuto di ceneri e microelementi (ferro, zinco, magnesio, fosforo, potassio ecc.);
  • Una bassa presenza di acidi grassi saturi;
  • Un minor contenuto in amido che produce una migliore digeribilità;
  • Una più elevata presenza di antiossidanti e pigmenti gialli (carotenoidi, tra cui il beta-carotene, precursore  vitamina A);
  • Un più alto contenuto di tocoli (vitamina E).

 

Tali principi hanno un ruolo rilevante nelle attività funzionali della cellula e sono efficienti agenti antiossidanti.

cappelli

Grano Cappelli

Rilasciata nel 1915, la nuova varietà di frumento fu dedicata da Strampelli al marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d’Italia, che, negli ultimi anni dell’Ottocento, assieme al fratello Antonio, aveva avviato le trasformazioni agrarie in Puglia e sostenuto lo Strampelli nella sua attività, mettendogli a disposizione campi sperimentali, laboratori ed altre risorse.

Il Cappelli è ancora coltivato dopo quasi un secolo, in particolare nel meridione d’Italia (BasilicataCalabriaPugliaSiciliaSardegna), per la produzione di pasta di qualità superiore e pane e pizza biologici, nicchia questa per la quale si va sviluppando un mercato interessante. Dagli inizi del secolo scorso fino agli anni ’60 il Senatore Cappelli ha rappresentato la base del miglioramento genetico del frumento duro ed è infatti presente nel patrimonio genetico di quasi tutte le cultivar di grano duro oggi coltivate in Italia e di numerose altre a livello internazionale.

mais-biancoperla

Mais Biancoperla

Il mais Biancoperla è un prodotto tipico veneto, presidio di Slow Food. Le pannocchie sono affusolate con grandi chicchi vitrei, bianco perlacei e brillanti. Il biancoperla è una varietà di mais ad impollinazione libera (auto-fecondante).

Giacomo Agostinetti, agronomo di Cimadolmo, nei suoi Cento e dieci ricordi che formano il buon fattor di villa (edito alla fine Seicento) segnala la presenza diffusa di un “sorgoturco bianco”, progenitore dell’attuale varietà Biancoperla, specie nel “Quartier del Piave”. La sua massiccia diffusione si colloca tuttavia nella seconda metà dell’Ottocento, grazie alla sua maggiore conservabilità rispetto alle concorrenti varietà dell’epoca. A partire dagli anni Cinquanta del Novecento, la produzione del Biancoperla è andata riducendosi, soppiantata da quella delle varietà ibride farinose dalla resa più elevata.

La farina di Mais Biancoperla viene utilizzata per la preparazione della polenta bianca in accompagnamento spesso ai piatti di pesce “povero”: marson, schie, moeche, masenete, gamberi, baccalà. Nel veneziano e padovano viene utilizzata anche in abbinamento ad antipasti e carne, sia cotta alla griglia che in in umido.